Scie di stelle

Essere in zona rossa vuol dire – tra le altre cose – restare a casa quando in circostanze normali le montagne e il cielo azzurro di questi giorni sarebbero un richiamo irresistibile. Il massimo che posso fare, io abitante di città, è sfogliare i vecchi scatti sullo schermo del pc; ma proprio questo mi ha ricordato che, se è vero che ci sono momenti in cui le cose vanno male, ce ne sono anche altri in cui sono andate dannatamente bene contro ogni probabilità…

Lo sguardo libero

La prima fuga in montagna da quando sono state allentate le restrizioni. Una sorta di ricongiungimento, anche questo: perché va bene, casa è dove c’è la targhetta col tuo cognome, ma se l’ospite dopo tre giorni puzza figuriamoci il padrone dopo quasi tre mesi di quarantena.

Le meraviglie del mondo

“Fredy Taberna aveva un quaderno con la copertina di cartone e vi annotava coscienziosamente le meraviglie del mondo, che erano più di sette: erano infinite e continuavano a moltiplicarsi…”

Chi cerca, trova?

Pare strano, ma questo blog ha da poco compiuto 5 anni.
In questo periodo il sito è stato visitato da un discreto numero di persone (almeno per le velleità del sottoscritto), per la maggior parte giunte a questi lidi grazie al prezioso lavoro di indicizzazione da parte dei motori di ricerca.

Un ritaglio di cielo

I suoni della città paiono quelli di metà agosto, quando tutti sono al mare e i rombi dei motori un’eco vaga tra i palazzi. Ma non è una notte d’estate questa, e Orione coricato sui tetti lo dimostra: lo scorgo in quel ritaglio di cielo che i palazzi lasciano libero alla vista, una pezza sbrindellata da comignoli e abbaini …

Dormire in ghiacciaia (o quasi)

Esistono millanta modi per sfuggire alla morsa dell’afa in questi ultimi scampoli di agosto, ma non tutti allettanti: passare le giornate tra gli scaffali del supermercato sottocasa solo per godere dell’aria condizionata in modalità “vortice polare” è certamente una soluzione semplice ed efficace, ma alla lunga il paesaggio potrebbe risultare monotono. Ecco perché io ho deciso di allontanarmi dalla città e andare a dormire in ghiacciaia. O quasi.