Una stella, molte poesie

Tramonto valle della Clarée

Può un unico libro contenere un numero di poesie maggiore delle stelle della Via Lattea? E può farlo in sole 10 pagine?
La risposta è sì, anche se con un piccolo trucco e lo zampino del calcolo combinatorio.

Nel 1961 venne dato alle stampe Cent mille miliards de poèmes, una raccolta di sonetti di Raymond Queneau. Oltre a essere un letterato, Queneau era appassionato di matematica, disciplina che egli vedeva come fonte d’ispirazione per la propria produzione poetica e narrativa.
Un sonetto è composto di 14 versi endecasillabi, raggruppati in due quartine e due terzine; in Cent mille miliards de poèmes ve ne sono 10, uno per ogni pagina del libro. Queste pagine sono particolari: esse sono divise in bande orizzontali così da rendere ogni verso del componimento indipendente dagli altri; in questo modo è possibile creare il proprio sonetto, scegliendo – per ogni riga – tra 10 versi differenti.
Quanti sonetti diversi si possono leggere in questo modo? Il calcolo è semplice: basta elevare il numero di scelte possibili in ciascun verso (10) al numero di versi presenti nella forma sonetto (14). Il risultato è:

di sonetti = 1014 = 100 000 000 000 000

o, come suggerisce il titolo del libro, centomila miliardi.

Cent mille milliards de poèmes
Centomila miliardi di sonetti sotto il cielo stellato.

Canon 6D
Samyang 24 mm f/1.4
ISO 1600, 15 s, f/1.4
Flash esterno
Scattata alle ore 21:50 CEST del 22-08-2017

A più alta risoluzione qui.

Il libro di Queneau contiente potenzialmente 500 sonetti (circa) per ogni singola stella della Via Lattea. Si tratta di un numero immenso, ben maggiore di quel che potremmo mai leggere in una vita intera.

D’altro canto, il numero totale di versi è solamente 140, motivo per cui – preso un sonetto qualsiasi – ce ne sono altri 9 che differiscono per un solo verso, e può capitarvi di leggere la stessa identica quartina in 10 000 000 000 di casi. La probabilità che ciò accada è però piuttosto bassa: 1 su 10 000; per cui è possibile leggere sonetti ragionevolmente variegati semplicemente sfogliando tra i versi o, come nel caso della fotografia, lasciando decidere alla brezza che di notte cala dolcemente dalle cime dei monti.

Pointe de Cerces
L’alta Val della Clarée sul finire della notte.

Canon 6D
Samyang 24 mm f/1.4
ISO 3200, 15 s, f/1.4
Panorama di 3 scatti verticali
Scattata alle ore 5:20 ca. CEST del 23-08-2017

 

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