Dormire in ghiacciaia (o quasi)

Esistono millanta modi per sfuggire alla morsa dell’afa in questi ultimi scampoli di agosto, ma non tutti allettanti: passare le giornate tra gli scaffali del supermercato sottocasa solo per godere dell’aria condizionata in modalità “vortice polare” è certamente una soluzione semplice ed efficace, ma alla lunga il paesaggio potrebbe risultare monotono. Ecco perché io ho deciso di allontanarmi dalla città e andare a dormire in ghiacciaia. O quasi.

Lampi e stelle

Le nuvole sono certamente tra i crucci di chi va a caccia di stelle, ma imboccare il sentiero zaino in spalla con il cielo coperto ha anche qualche indubbio vantaggio. Il primo è che difficilmente troverò folla lungo il cammino per il col Bousson, il secondo è che l’ombra e le gocce di pioggia che cadono sparse attorno a me sono un gradito lenitivo alla calura soffocante di questi giorni.

Un pezzetto di Mercantour / 2

Quando apro gli occhi il cielo è chiaro, di quel chiarore metallico e indefinito che rende difficile capire cosa ci si trovi sulla testa, ma lungo la linea frastagliata dell’orizzonte la tenue sfumatura dell’aurora lascia intuire che le nuvole della notte sono sparite. Come le stelle, ovviamente…

Un pezzetto di Mercantour / 1

Come è giusto che sia, la strada che porta al Colle della Lombarda è una stretta lingua d’asfalto che a fatica di si dipana lungo il versante della montagna. Attraverso il confine in compagnia di Nicolas, un ragazzo francese che ho caricato a bordo poco dopo Vinadio: un mese fa ha comprato un biglietto aereo di sola andata e ora sta ritornando a casa dopo aver attraversato mezza Europa a piedi o in autostop…

L’estate che avanza

Credo di aver già scritto da qualche parte che non è mai tempo perso ritornare in luoghi conosciuti, ma temo di essere uno che ama ripetersi. Che sia estate o inverno, l’alta val Maira dà sempre spettacolo, con le sue cime impervie che si sollevano dai pendii boschivi…

Una tregua dalla pioggia

Una piccola parentesi di sereno, uno sprazzo di cielo azzurro dopo che per l’intero mese di maggio i temporali avevano giocato a rincorrersi per i cieli del Piemonte, rovesciando a turno il loro carico d’acqua su un paesaggio ormai fradicio.