Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute L’immagine che vedete qui sopra è il mosaico di diverse fotografie scattate dalla sonda New Horizons mentre si trovava a soli 1800 km dalla superficie di Plutone, durante il flyby con il pianeta nano avvenuto il 14 luglio.
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Pianeta o pianeta nano?
Attualmente, il nostro Sistema Solare è ufficialmente composto da una stella, 8 pianeti, 5 pianeti nani e una miriade di satelliti e corpi minori. Come ho raccontato in precedenza, questa suddivisione è nata nel 2006, a seguito della decisione dell’Unione Astronomica Internazionale di rivedere la classificazione dei corpi celesti in orbita attorno al Sole, introducendo la classe dei “pianeti nani”.
Che cos’è un pianeta nano?
Nel nostro Sistema Solare orbitano attorno al Sole milioni di corpi celesti. Massa, dimensioni e composizione di questi oggetti cambiano enormemente: si va da Giove, gigante gassoso il cui volume è 1300 volte quello della Terra, a oggetti come l’asteroide Duende, più piccolo di un campo da calcio.
Nel tentativo di creare uno schema in cui ordinare questa miriade di oggetti, gli astronomi ne hanno chiamati alcuni pianeti, altri asteroidi, comete, pianeti nani.
L’anno dei pianeti nani
E va bene, ufficialmente il 2015 è stato proclamato dall’Onu Anno Internazionale della luce, ma per quanto riguarda l’esplorazione spaziale questo sarà decisamente l’anno dei pianeti nani.
Entro pochi mesi, ben due missioni della NASA – Dawn e New Horizons – raggiungeranno altrettanti corpi minori del Sistema Solare, raccogliendo dati e fornendo immagini con risoluzioni mai raggiunte prima.