Linea lieve

È successo questo.

È successo che a un certo punto, correva l’anno 2010, decisi di dare un po’ di ordine e metodo al mio studio della chitarra, iscrivendomi al Centro Jazz di Torino.
Al colloquio iniziale incontrai Pietro Ballestrero, chitarrista jazz con la chitarra classica come strumento d’elezione; proprio Pietro divenne il mio insegnante di strumento al Centro Jazz (e per i molti anni a venire dopo la sua chiusura). Dopo i primi mesi di lezione, Pietro mi propose di iscrivermi a un seminario di musica estivo che da qualche anno si teneva a Perinaldo, un piccolo paese nel ponente ligure, dove lui faceva lezione una classe di chitarra e improvvisazione jazz assieme a molti altri corsi di musica classica.


È successo che nell’estate 2011, a Perinaldo, io ci ho lasciato un pezzo di cuore, e da quell’anno – se posso – cerco di tornarci ogni estate. Non di preciso cosa mi abbia rapito: forse l’essere il paese che diede i natali a Giovanni Domenico Cassini, forse l’essere arroccato su di un poggio con la vista sui colli da una parte e sul mare dall’altra, forse i suoi mille gradini, la piazza pensile, le vie strette tra le case in pietra che una settimana all’anno echeggiano del suono degli strumenti ad arco, dei fiati, delle chitarre, dei pianoforti; forse i volti conosciuti e la musica fatta insieme, forse l’insieme di tutto questo.

È successo che là, poco alla volta, ho cominciato a comporre musica mescolando vento, mare, stelle e note, con un pizzico di tempi dispari qui e là perché non si può mai rinnegare del tutto il proprio passato prog.
Con gli anni, questa musica è stata di tanto in tanto suonata a Perinaldo e altrove, con qualcuno che cominciava a chiedere quando avremmo registrato un album.

Infine, è successo che a marzo siamo entrati in studio e l’album lo abbiamo registrato davvero: si chiama Linea lieve e si può ascoltare su BandCamp e su tutte la piattaforme di streaming o demand.

Devo però fare una precisazione.
Finora ho scritto “è successo” come se tutto fosse avvenuto per caso, ma non è così: senza la spinta e il sostegno di molta gente, questa musica sarebbe rimasta ipotetica e muta su di uno sparito. Devo quindi ringraziare un sacco di persone, e in particolare modo coloro che hanno scelto di suonare la mia musica assieme a me: Pietro (ovviamente, che nell’album è nell’insolita veste di bassista), Leo, Saso, Zoe, Gabri.
Se Linea lieve ha visto la luce e suona come suona, gran parte del merito è loro.

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