
Sony α7 III modificata
Sony FE 35 mm f/1.4 GM
ISO 1600, 6 s, f/2
Singola immagine
scattata alle ore 00:14 CEST del 11-05-2024
Nella notte tra venerdì e sabato il cielo si è riempito di luce: una macchia solare grande quanto quella che ha generato l’evento di Carrington ha eruttato svariati CME che si sono sommati l’uno all’altro; i CME hanno raggiunto la Terra nel pomeriggio del 10 maggio, provocando una tempesta geomagnetica di classe G5 e portando l’aurora polare nei cieli di mezzo mondo per svariate ore.
Di questo parossismo si è già parlato molto; se volete i dettagli, ne ha scritto Lorenzo Colombo di “Chi ha paura del buio?” e Alessandro Ziggiotti ha chiarito cosa si sia visto nei nostri cieli in un post su Facebook.
A latere, commento che questi fenomeni – benché non frequenti – non sono poi così rari: il Sole sta raggiungendo il massimo di attività del suo ciclo undecennale, per cui è normale aspettarsi un aumento dei brillamenti particolarmente energetici e – di conseguenza – un maggior numero di CME in potenziale rotta di collisione con la Terra. D’altronde questo non è stato il primo fenomeno del genere dell’attuale ciclo: già il 14 novembre scorso l’attività solare aveva portato aurore e SAR a basse latitudini (quella ripresa da Confortola nel 2021 non conta: non era un’aurora, ma una foto mossa).
Personalmente, sono molto contento di aver avuto modo di scorgere l’aurora polare sulle Alpi italiane: questa volta, infatti, eravamo girati dalla parte giusta!
L’immagine qui sopra è il frutto di scappata nelle valli di Lanzo nella tarda serata del 10 maggio; lì siamo riusciti a scorgere ad occhio nudo la danza dei drappeggi aurorali, che nei punti più intensi si tingevano lievemente ma inconfondibilmente di rosso.
Uno spettacolo delicato e insieme grandioso.