Rosso come Marte

In queste sere d’inizio d’autunno Marte è il protagonista indiscusso del cielo: prossimo all’opposizione, il Pianeta Rosso sorge poco dopo il tramonto e resta visibile per tutta la notte, fino a scomparire tra le luci del crepuscolo mattutino…

Una questione di luce

Mi incammino che il Sole è già basso sull’orizzonte. La sua luce filtra attraverso l’atmosfera e dipinge il paesaggio con colori dorati, quasi un’anteprima dell’autunno. Poco a poco le ombre dei monti si allungano sui pendii erbosi creando chiazze scure sempre più ampie…

Quasi allineati

Una falce di Luna crescente, il profilo del Monviso e la chiesa di Santa Maria della Neve di Pecetto quasi perfettamente allineati.

Monviso timido

Sì, l’ho definito “timido”. Perché “sciopa, ti e l’efet Venturi”1 mi sembrava meno poetico. Cime isolate spesso presentano le cosiddette nubi a bandiera, un fenomeno meteorologico che si forma lungo i versanti sottovento.

Una passeggiata

A volte succede che io cammini solo per il gusto di mettere un piede davanti all’altro. Più che un’escursione, una passeggiata: che all’inizio ha una meta – forse – ma poi si vedrà.
Intanto mi allontana un po’ dalla città e dalla miriade d’impegni che la primavera come sempre accumula al lavoro; lavoro che poco più di un mese fa avrei potuto salutare per fare le valigie e discendere lungo lo stivale.

Un profilo familiare

L’autunno inoltrato, in Piemonte, è spesso sinonimo di nebbia e foschie, brume che invadono la pianura e risalgono il fondo valle, incuneate tra i pendii là dove il Sole fatica ad arrivare o manca ormai del tutto. È sufficiente però lasciare la pianura e salire anche di poco perché il cielo diventi terso e lo sguardo sia circondato dalle cime bianche dei monti. Non è mai tempo perso tornare in luoghi noti, perché cielo e paesaggio cambiano con le stagioni, e lo sguardo regala un’immagine conosciuta ma allo stesso tempo nuova.