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La meraviglia, ogni volta

La cresta della Taillante al crepuscolo.

Canon 6D modificata
Samyang 24 mm f/1.4
ISO 3200, 13 s, f/2
Filtro diffusore
Panorama di 10 inquadrature verticali su due righe
Scattata alle ore 22:45 ca. CEST del 1-06-2022

A più alta risoluzione nella pagina degli sfondi.

Qualcuno potrebbe chiedere cosa mi spinga a fuggire in montagna per una notte: mettermi alla guida e andare finché la strada s’attorciglia su per le valli, caricarmi lo zaino in spalla e infangarmi gli scarponi sul sentiero ancora marcio di neve, sopportare il vento che si insinua tra le cime e spazza i crinali, insultare le nuvole perché – con tutto lo spazio che c’è tra orizzonte e orizzonte – proprio lì, proprio adesso.

E poi ripercorrere il tutto a ritroso – stanco, infangato e spettinato – per tornare a valle ed aprire il museo ai visitatori, trovando se possibile il tempo per un paio d’ore di sonno sprofondato in qualcosa di simile a un letto.

Ecco: la risposta è già nella domanda.
Fuggo in montagna per una notte proprio per lasciare la pianura e il suo orizzonte monotono, per liberarmi da afa e cielo lattiginoso, per sentire sotto gli scarponi la terra umida e sprofondare nei pochi nevai che ancora resistono all’arrivo imminente dell’estate, per ascoltare il suono del vento tra le rocce e respirarne l’aroma; per meravigliarmi, ogni volta, del cielo stellato che le nuvole attraversano veloci.

La Via Lattea al confine tra le costellazioni di Sagittario, Scudo e Ofiuco.

Canon 6D modificata
Canon 70-200
ISO 3200, 60 s, f/3.5, 70 mm,
Singolo scatto con astroinseguitore
Scattata alle ore 3:05 ca. CEST del 2-06-2021

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