Una questione di luce

Rocca Bianca e Roc la Niera dal versante francese.

Mi incammino che il Sole è già basso sull’orizzonte. La sua luce filtra attraverso l’atmosfera e dipinge il paesaggio con colori dorati, quasi un’anteprima dell’autunno. Poco a poco le ombre dei monti si allungano sui pendii erbosi creando chiazze scure sempre più ampie, finché solo le cime più alte restano illuminate, sparse cuspidi rossastre che sbiadiscono in pochi minuti.

Il Sole è tramontato, lasciando in ombra il Monviso e il mare di nuvole sottostante.

Il primo ad apparire in cielo è Giove, proprio sopra il colle meta del mio cammino. È un puntino che si staglia nell’azzurro che vira verso il blu, mentre anche le ultime eco rosate abbandonano le sparse nubi in quota. Non resta solo a lungo: poco dopo – al suo fianco – ecco Saturno, e mano a mano che il crepuscolo avanza si svelano le stelle, dapprima alla spicciolata, poi sempre più numerose a popolare il firmamento. Per ultimo, il tenue bagliore del disco galattico che solca il cielo da un orizzonte all’altro.

Giove, Saturno e il centro della Via Lattea sopra le cime al confine italo francese, con Roc la Niera in primo piano.
Crop del panorama precedente.

Canon 6D modificata
Samyang 24 mm f/1.4
ISO 3200, 15 s, f/2
Filtro diffusore
Panorama di 10 scatti verticali su due righe
Scattata alle ore 21:55 ca. CEST del 19-08-2020

È una notte senza Luna questa, e quando termina il crepuscolo il cielo è nero, appena disturbato dal bagliore delle luci della pianura più di 2000 metri più in basso. Sopra di me, non solo stelle e pianeti: lontano dall’inquinamento luminoso, l’occhio umano è in grado di percepire di sfuggita ammassi, nebulose e galassie, ma la maggior parte di questi oggetti è così debole che solo la lunga esposizione delle riprese fotografiche riesce a mostrarne il vero splendore.

Le nebulose IC 1848 (a sinistra) e IC 1805 (o “Nebulosa cuore”, a destra) nella costellazione di Cassiopea.

Canon 6D modificata
Canon 70-200
ISO 1600, f/4, 200 mm
Astroinseguitore
Esposizioni: 30×90 s, 15 dark, 15 flat, 15 bias
Crop dell’originale

Il crepuscolo mattutino è un bagliore livido, che poco a poco guadagna intensità e colore, facendo impallidire le stelle; il sorgere del Sole è annunciato dalle stesse cime che per ultime lo avevano visto tramontare, giusto qualche ora prima.

I primi raggi del sole raggiungono le cime del Queyras e del massiccio degli Écrins.

Mentre la pianura dorme ancora, i primi raggi che filtrano tra le cime abbagliano, tingendo nuovamente il paesaggio con i toni del rosso e del giallo. Il primo calore scuote l’aria dalla sua immobilità e una brezza leggera accarezza i rari ciuffi d’erba facendo evaporare la rugiada notturna.
Il Sole si arrampica lentamente oltre l’orizzonte, il cielo si fa sempre più azzurro e le ombre si ritirano, finché il nuovo giorno raggiunge anche le prime case in lontananza tra i boschi.
È ora di tornare a valle.

Scorci interessanti che si scoprono quando si perde di vista il sentiero.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Maria ha detto:

    Racconto affascinante nella sua semplicità. Bello!

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  2. Franco ha detto:

    Bel racconto e meravigliose fotografie 👏🏻👏🏻👏🏻

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  3. inerro.land ha detto:

    Bellissimo tutto, il racconto e le fotografie.
    Chapeau!

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  4. yaxara ha detto:

    La nebulosa cuore è spettacolare! Bravo!

    Piace a 1 persona

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